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la famiglia Mosca |
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I Musei Civici di Pesaro sono composti dalla Pinacoteca e dal Museo delle Ceramiche. Istituiti dopo l'unità d'Italia, sono ospitati inizialmente a palazzo Almerici, poi a palazzo Ducale, infine – dal 1936 - a palazzo Toschi Mosca. La sobria costruzione seicentesca era la residenza di una delle più importanti famiglie della nobiltà pesarese. I Mosca appartengono all'aristocrazia colta, finanziariamente solida, protetta da relazioni di parentela con la curia di Roma; attorno a quest'ultima ruota la vita sociale e culturale di Pesaro dopo che la città, nel 1631, torna a far parte dello Stato pontificio con la fine del Ducato di Urbino. Famiglia di ricchi mercanti bergamaschi, i Mosca si stabiliscono a Pesaro alla fine del Cinquecento. Superata la crisi legata alla fine del ducato, continuano ad accrescere le loro ricchezze, entrano a far parte della nobiltà e costruiscono insieme alla residenza cittadina anche la splendida villa Caprile sul colle San Bartolo. Oltre a impegnarsi in attività commerciali, in incarichi ecclesiastici o militari, gli esponenti della famiglia dimostrano sempre profondi interessi culturali. Carlo Mosca, ad esempio, è insieme ad Annibale degli Abbati Olivieri, a Gianbattista Passeri e Giannandrea Lazzarini, uno dei protagonisti della cultura pesarese del Settecento, capace di conciliare la tradizione con l'attenzione nei confronti del nuovo pensiero illuministico. Tra Settecento e Ottocento - mentre matura la crisi dell'antico regime nobiliare sull'onda della rivoluzione francese - i Mosca si adattano al nuovo corso: Napoleone, giunto a Pesaro, viene ospitato nel loro palazzo e Francesco Mosca partecipa ai suoi successi entrando a far parte del governo della Repubblica Cisalpina a Milano. La famiglia ha contatti con i maggiori intellettuali del tempo: Vincenzo Monti, Stendhal (che soggiorna a Villa Caprile), Perticari, Giordani. Del resto, anche il poeta Giacomo Leopardi ha con la casata pesarese stretti legami di parentela attraverso la nonna paterna Virginia Mosca. Quando ormai il declino economico e sociale dell'aristocrazia diviene irreversibile, la marchesa Vittoria Mosca - donna di notevole cultura e capace di interpretare l'impegno sociale ed educativo espresso dall'Ottocento romantico - decide di salvaguardare la tradizione familiare rendendola patrimonio pubblico.
Acquista e restaura palazzo Mazzolari Mosca - situato di fronte a palazzo Toschi Mosca - per raccogliere collezioni di disegni, stampe, arredi, avori, vetri, ceramiche, tessuti, che vanno ad unirsi alla cospicua quadreria di famiglia. Attraverso un lascito testamentario, consegna (1885) tutto alla città perché venga istituito un Museo di Arti Industriali; quest'ultimo rimarrà aperto solo pochi anni. |
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