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19 Maggio 2012 <
sala delle nature morte
Rappresentazione autonoma di un soggetto inanimato, la natura morta è uno dei generi più apprezzati nel corso del Seicento.
Alla raffigurazione del mondo vegetale e animale si affiancano anche mensole, tavoli, pareti, tanto che l'opera si configura come un vero e proprio "frammento d'interno".
L'universo pittorico popolato da fiori appassiti, frutti bacati, teschi e clessidre assume spesso valori simbolici legati al tema della caducità della bellezza e della fragilità dell'esistenza umana.
I dipinti di questa sala esprimono alcune delle tendenze più significative del Sei e Settecento, testimoniate dall'esuberanza decorativa e cromatica di Christian Berentz, dall'illusionismo prospettico del trompe-l'oeil di Vettor Romogni e dall'opera caravaggesca di Tommaso Salini.
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alcune opere della sala
Christian Berentz,
Fiori e frutta con bicchieri di cristallo,
olio su tela
Giannandrea Lazzarini,
Missione di San Pietro, olio su tela
Vettor Romogni,
Parete in legno con mensola con oggetti e incisione, olio su tela
Vettor Romogni,
Parete in legno con forbici, mensola con oggetti, olio su tela
Vettor Romogni,
Parete in legno con mensola con oggetti e incisione, olio su tela
Vettor Romogni,
Parete in legno con mensola con oggetti e incisione, olio su tela